
Come promesso, vi aggiorno sull’esito della riunione della Commissione per le adozioni internazionali (CAI), tenutasi ieri in merito alla situazione dei piccoli orfani di Haiti.
Potete trovare il resoconto della riunione a questo link.
Mi preme, comunque, sottolineare una cosa. Non bisogna credere che la situazione di emergenza in cui si trova questa sfortunata popolazione possa, in qualche modo, velocizzare le procedure di adozione. In altre parole, chi in questo momento dovesse decidere di adottare un bambino, non ha alcuna possibilità di “bruciare le tappe” decidendo di adottare un piccolo haitiano.
I tempi e le fasi dell’adozione restano sempre gli stessi. Quindi:
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Presentazione della domanda al Tribunale dei Minori da parte degli aspiranti genitori.
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Svolgimento di colloqui e test tra la coppia e gli esperti del Tribunale e dei Servizi Sociali.
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Inserimento della coppia in banca dati (per l’adozione nazionale) o dichiarazione di idoneità della stessa all’adozione (per quella internazionale).
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In caso di scelta di quest’ultima forma di adozione, presa di contatto, da parte della coppia, con uno degli Enti accreditati.
Quindi non è pensabile adottare un bambino, nè di Haiti nè di altri Paesi, se prima non si esauriscono tutte le fasi previste dalla legge (almeno secondo la normativa finora vigente).
In questo momento possiamo aiutare la popolazione di Haiti solo con interventi economici; e, magari, sostenere a distanza questi bambini, sperando che possano trovare al più presto nuove famiglie disponibili ad accoglierli.
Sui progetti di sostegno a distanza, ho trovato un sussidio della CAI che potete scaricare da qui.
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Siamo una coppia calabrese che ha presentato domanda di adozione internazionale per il tramite dell’associazione Sant’Egidio adozioni internazionali di Romada diversi anni senza alcun risultato.Siamo in possesso del decreto del tribunale di catanzaro ancora valido a tutt’oggi.Ii sottoscritto Sirianni Antonio Franco e mia moglie Barletta Eralda lsaremmo molto felici di poter accogliere nella nostra famiglia uno o piu’ bambini sfortunati colpiti dal teremoto di Haiti. Certmente saremmo contenti se nessuno di quegli angeli sfortunati avesse bisogno di nuove famiglie e saremmo felici se il tutto si risolvesse nelle loro patria ,ma se ci dovessero essere condizioni per adottarne qualc’uno saremmo ben entusiasti e felici di renderci utili e accoglierne nella nostra casa con adozione.Il sottoscritto è un impiegato di banca mentre mia moglie è un’insegnante di scuola dell’infanzia statale.
RISPOSTA DI ADELE: Cari amici, ho “tagliato” la parte del vostro commento che conteneva i vostri recapiti. Mi serviranno per scrivervi separatamente. Al momento, per adottare un bambino di Haiti occorrerà aspettare del tempo; quindi, se voi avete già attivato un Ente accreditato per l’adozione internazionale, converrà comunque proseguire sulla strada già intrapresa. In ogni caso, seguirò la situazione dei piccoli haitiani e, qualora dovessero esserci novità interessanti, le pubblicherò.